GREST

significa GRuppo ESTivo. E’ un’esperienza estiva nata dalla volontà di don Bosco di realizzare un percorso caratterizzato da una intensa forza educativa, basato sulla convivenza di ragazzi/e di diverse età e animatori che insieme giocano, imparano, lavorano, si divertono con lo stile proprio dell’oratorio. Si differenzia da altre proposte ricreative “laiche” per una sua particolare attenzione alla dimensione religiosa che traspare dal clima educativo, ma anche dalla proposta esplicita di Gesù Cristo nei momenti di riflessione e preghiera, ben armonizzati con il tema e la struttura organizzativa.
La strategia di base sta nel coinvolgimento a tutti i livelli, dei ragazzi che si devono sentire protagonisti di una storia che loro stessi costruiscono giorno per giorno, con la collaborazione di animatori, adulti, genitori.
Gli animatori sono giovani, disponibili, entusiasti ma soprattutto volontari. Hanno fatto insieme un impegnativo percorso di formazione per far fruttare al meglio sul campo tutte le loro potenzialità.
Tratto caratteristico è la relazione. È importante far sempre presente le difficoltà in modo costruttivo e avere la cortesia di dire anche le cose che vanno. Aiutiamo anche i ragazzi a costruire relazioni costruttive.
Punto di forza il condividere gli obiettivi. È importante che i ragazzi si divertano nello stare insieme, condividendo le difficoltà e le gioie di un’esperienza gomito a gomito con i propri amici e con gli animatori, e che imparino a crescere insieme sullo stile di Gesù. Il frutto di quest’esperienza è quando i ragazzi che hanno fatto il Grest da animati, arrivano a sentire un po’ il dovere di restituire quanto hanno ricevuto, diventando a loro volta animatori. La gratuità, la semplicità, l’essenzialità, la salute del corpo, lo sport, lo svago, la relazione, l’interiorità, la profondità delle relazioni, la serietà e la fatica di portare avanti un’esperienza anche impegnativa, sono obiettivi che devono abitare il cristiano.

Don Bosco nella sua straordinaria intuizione educativa ha messo a sistema alcuni cardini senza i quali l’azione educativa rimane monca:
-IL SISTEMA PREVENTIVO che coniuga ragione, religione e amorevolezza in una visione armonica della persona dotata di ragione, affettività, volontà e apertura al trascendente.
-LO SPIRITO DI FAMIGLIA che favorisce la confidenza, avvicina le generazioni e realizza un clima di fiducia dove le persone possono crescere in libertà e collaborare tra loro.
-UNA PEDAGOGIA D’AMBIENTE inteso come spazio in cui tutto parla e in cui è possibile sperimentare relazioni ricche di valori improntate a fiducia e dialogo.
-L’ASSISTENZA-PRESENZA tanto raccomandata da don Bosco, come partecipazione cordiale alla vita dei giovani e alle loro aspirazioni.
-LA RELAZIONE EDUCATIVA che si realizza all’interno dell’ambiente educativo, esperienza importante nell’itinerario di maturazione dei ragazzi e dei giovani in cui in clima di ascolto e di rispetto si cerca assieme la strada per realizzare la volontà di Dio sulla vita di ciascuno.
-LA VITA QUOTIDIANA, luogo dell’incontro con Dio. L’attenzione ad ogni ragazzo nella concretezza della sua vita.
-VITA SACRAMENTALE E MARIANA. Nella tradizione salesiana l’Eucaristia e la Riconciliazione sono le colonne fondamentale di una solida maturazione Spirituale. Maria come aiuto dell’umanità, educatrice e Madre della Chiesa, continua a prendersi cura dei suoi figli.
-UN LAVORO IN RETE: riuscire a coordinarsi in modo armonico garantisce la sinergia di tutte le risorse attorno al comune progetto educativo.
-UNO STILE: L’AMIMAZIONE intesa non tanto come la capacità di intrattenere i ragazzi e di coinvolgerli nei giochi o nei bans, ma come attenzione alle potenzialità espresse ed inespresse di ciascun ragazzo che vanno scoperte, accolte, sviluppate per il progresso personale e di gruppo.

Gallery

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